Storia dei tre Santi

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Il culto

Il culto dei Tre Martiri si diffuse nella regione Tridentina e nel Milanese. In un primo periodo, infatti, il martirio dei Chierici, ebbe vasta risonanza nel mondo cristiano di quell’epoca. Ne parlarono e scrissero:

- S. Vigilio con le lettere inviate a S. Sempliciano e a S. Giovanni Crisostomo di Costantinopoli;

- S. Massimo, vescovo di Torino, dedica due sermoni ai tre Martiri (nell’anno 400 circa);

- Gaudenzio, vescovo di Brescia, né parla sempre nell’anno 400 circa;

- S. Agostino li cita in una lettera del 412;

- Paolino Diacono parla del miracolo del cieco dalmata nel 422;

- il Martirologio Gerosminiano, verso la metà del V secolo testimonia la data ed il luogo del martirio.

Le figure dei nostri tre Martiri, ben presto però caddero nel dimenticatoio, come nota don Iginio Rogger nel 1966: “dopo tanta notorietà goduta a giusto titolo nell’antichità cristiana, sono stati poi nel corso dei secoli quasi sommersi dall’oblio”.

Emanuele Cursel aggiunge: “tali figure persero progressivamente colore, di fronte alla montante popolarità del loro vescovo, Vigilio, pure venerato come martire”.

A Milano furono per lungo tempo venerati nella Chiesa di S. Sempliciano, successore di S. Ambrogio. Racconta il segretario di S. Ambrogio, che al momento dell’arrivo a Milano delle reliquie dei Martiri Anauniensi, un cieco della Dalmazia, dopo aver visto in sogno una schiera d’uomini con bianche vesti, chiese a S. Ambrogio il dono della vista. Fu invece invitato a recarsi alle porte della città e di andare incontro a coloro che stavano arrivando. Toccata l’urna contenente i resti dei tre Martiri, cominciò a vedere. Ed ancora

Alla loro protezione il popolo attribuì la vittoria della Lega Lombarda contro il Barbarossa a Legnano, nel 1176.

A Sanzeno, nel 1490, il Vescovo Giovanni IV Hinderbach, fece iniziare i lavori per una nuova Chiesa, usufruendo in parte dell’esistente edificio vigiliano.  I lavori si conclusero nel 1567 dal Cardinale Cristoforo Madruzzo.

E’ questa l’attuale basilica di Sanzeno, meta anche dell’annuale pellegrinaggio della nostra Parrocchia.

Le figure di questi tre Santi si stagliano come autentici Padri della Chiesa: fedeli alla chiamata di Dio, abbandonarono, come Abramo, patria, casa, parenti e si incamminarono sulle vie ignote dell’Occidente, per portare ad altrila Paroladi Dio.

Ma quali sono le altre chiese ove si venerano o si venerarono i Martiri dell’Anaunia? Sono ben poche.

In Val Venosta a Lasa, poco fuori dell’abitato, su un colle ornato di pini, è ubicata una piccola Chiesa, ora sconsacrata, dedicata a San Sisinio. L’edificio di stile romanico, risale al 1200 ed è circondata da un robusto muro di protezione. Nella Chiesa parrocchiale di Lasa dedicata a San Giovanni Battista è conservata una lastra in pietra, di epoca altomedioevale, con la rappresentazione, in altorilievo, dei Santi.

Occorre rilevare come il culto dei Tre Santi (assieme a quello di S. Vigilio) si sia propagandato anche verso nord della regione. In un secondo tempola Val Venosta(nel VI secolo) fu aggregata alla diocesi di Coira.

A Volano poco a nord di Rovereto, c’è la chiesa di San Rocco. Si ricorda che nell’atto di consacrazione del 1502, furono riposte nel sepolcro degli altari, fra le altre, anche le reliquie dei Santi Sisinio, Martirio ed Alessandro.

Emanuele Cursel riferisce che la visita pastorale del 1538 – 1539 registra come dedicate ai Tre Santi le Chiese ubicate a:

  • S. Alessandro, presso Riva del Garda, alle falde del monte Brione. La chiesa, già ricordata nel 1275, fu poi riedificata in un altro luogo nel 1856.
  • Dro, nella piazza del paese, è ubicata la vecchia chiesa dedicata ai Tre Martiri (ora sconsacrata), con un notevole portale romanico del XII secolo.
  • Arco, una cappella della Pieve, le cui prime notizie risalgono al 1150 circa, poi fu ricostruita nel 1600.
  • Ciago del 1580 (nella Valle dei Laghi).
  • Pedersano del 1619 (Villa Lagarina).
  • Salteri del 1955 presso Trento.
  • Trento, in Via Alfieri, conglobata nel Palazzo Galasso (o Fugger) si trova la cappella dei S.S. Martiri Anauniesi costruita nel 1607, adorna di stucchi incornicianti delle tele con storie della vita dei Martiri. Si ipotizza che una cappella esistesse sul posto già da tempi molto più antichi.

I luoghi più importanti per il culto dei S.S. Martiri sono però il Duomo di Trento e la Basilicadi Sanzeno.

Anche nel Duomo di Trento il culto dei Tre Martiri subì un’alternarsi di fervore e di dimenticanza.

Dopo le notizie riportate nelle lettere di S. Vigilio (nel 400 circa), i Tre Santi sono menzionati nel diploma con cui l’imperatore Corrado II conferiva alla Chiesa di Trento, il diritto di Contea (1027). I resti dei Tre Santi passarono poi nella Cattedrale realizzata dal Vescovo Vanga.

Si ha notizia che nel 1320 esisteva nel Duomo un altare dedicato ai S.S. Sisinio, Martirio ed Alessandro. Tale altare, pur cambiando locazione, rimase in essere fino al 1800. Curiosamente, la proprietà dell’altare passo nei secoli a varie famiglie, anche non trentine. Probabilmente l’altare, più che oggetto di devozione, fu segno di potenza delle varie famiglie che ne furono proprietarie (c.f.r. E. Curzel).